La stagione si conclude con una regista di fama internazionale: Emma Dante (Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia 2026) da sempre dedica uno sguardo coraggioso e innovativo agli ultimi e agli emarginati. Al Teatro Civico porta in scena una ballata allegorica che mostra le atrocità del nostro tempo, con 14 straordinari interpreti.
Extra moenia, che in latino significa “fuori dalle mura della città”, racconta i momenti di una giornata qualunque di una comunità. In un crescendo animato di suoni, parole e gesti, senza una trama precisa si susseguono accadimenti legati al presente. Nella pièce ci sono un ferroviere, la donna ucraina che scappa dai bombardamenti, il migrante che arriva dal Congo, il militare che esalta la guerra, due innamorati che si promettono amore ma lei non si decide a sposarlo, una famiglia religiosa, una donna iraniana, due calciatori del Palermo, lo stupro del branco, il grido di protesta e il canto di speranza.
Tutti si ritrovano per strada, fuori dalle mura di casa, per vivere insieme le meraviglie e le miserie della vita.
Alla fine della giornata questa comunità è immersa in un mare di plastica dove, dolcemente, si lascia andare alla deriva. L’umanità che la regista descrive rispecchia le vite di tutti i giorni, segnate dal disincanto ma anche dalla recondita speranza che possa tornare un salvifico umanesimo.
Le relazioni, gli incontri, le frustrazioni e i fallimenti sono alcuni dei tasselli di questo frenetico mosaico. Dall’alba al tramonto tutti e tutte camminano insieme, nella stessa direzione. Il cammino è l’unico modo per liberarsi del proprio fardello in un rituale condiviso, liberatorio e potente.
EMMA DANTE
“Emma Dante è un’artista, una donna che, partendo da Palermo, dal cuore della sua Palermo ha saputo portare la Sicilia alla ribalta, innervando la grande lezione di Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, come pure di Ciprì e Maresco o Franco Scaldati, affrontando con coraggio non solo una ricerca linguistica unica, ma anche dando forza scenica a quei temi scomodi e dolorosi che da sempre sembrano connotare la sua terra. In questa ricerca, Emma Dante ha portato con sé, in un eterno e dolente confronto, il tema della famiglia, quello della morte e del compianto, del sogno e della fantasia, dell’amore e della violenza: elementi con cui ha impregnato la sua creatività e la sua idea di teatro, raggiungendo un linguaggio proprio e riconoscibile”. Motivazione Leone d’Oro alla Carriera Biennale di Venezia 2026.