Come può un teatro pubblico diventare un’infrastruttura accessibile per gli adolescenti?
È la domanda che ha acceso COR(P)O CIVICO comunità, relazioni, pratiche, opportunità, il nuovo progetto biennale (2026 e 2027) della Fondazione Teatro Civico di Schio (VI), sostenuto da un contributo di Fondazione Cariverona e costruito insieme a una rete di partner del territorio. Una domanda che non riguarda soltanto la programmazione culturale, ma il ruolo che un teatro può assumere nella vita di una comunità: non più un luogo da frequentare occasionalmente, ma un’infrastruttura educativa stabile, capace di generare benessere, relazioni e cittadinanza attiva.
Negli ultimi anni il Teatro Civico ha iniziato a interrogarsi su come diventare uno spazio realmente accessibile, soprattutto per chi spesso non si sente “autorizzato” a entrarvi. COR(P)O CIVICO nasce proprio da questa esigenza e immagina un teatro che si apre in modo continuativo alle ragazze e ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni, offrendo loro un luogo sicuro in cui sperimentare, esprimersi, crescere insieme. L’obiettivo è abbattere barriere economiche, sociali e simboliche, restituendo agli adolescenti la possibilità di vivere la cultura come un’esperienza quotidiana e non come un’eccezione.
Il cuore operativo del progetto è un’équipe interdisciplinare che riunisce facilitatori culturali, artisti, operatori educativi, un professionista della salute mentale e una ricercatrice sociale. Questo gruppo non si limita a proporre attività, ma accompagna i ragazzi nel tempo, osserva i loro bisogni, costruisce percorsi che parlano di corpo, voce, ascolto, relazione, presenza scenica e cittadinanza. All’interno di questo tavolo di lavoro sono anche coinvolti alcuni giovani partecipanti ai percorsi laboratoriali e un gruppo di volontari under 25 aggregati al Teatro Civico. Il teatro diventa così un luogo in cui si può entrare senza sentirsi fuori posto, in cui si impara a stare con gli altri e con sé stessi, in cui la cultura diventa una possibilità concreta di crescita personale e collettiva.
Il progetto prevede circa 70 incontri di laboratorio sul tema dell’accessibilità culturale e dell’inclusione e 80 incontri sullo sviluppo delle competenze personali e collettive: dal laboratorio performativo multidisciplinare a quello di arti visive applicate al movimento, dal percorso di introduzione alla tecnica teatrale al laboratorio inclusivo di movimento. Nel corso dei ventiquattro mesi di progetto si svilupperà anche un percorso di diversity training per educatori e operatori, che offrirà strumenti concreti per lavorare in modo più inclusivo, mentre gli adolescenti avranno la possibilità di accedere gratuitamente a spettacoli e proposte culturali grazie a un pacchetto di biglietti dedicato. Parallelamente, il Teatro Civico avvierà interventi strutturali per rendere gli spazi più accessibili anche dal punto di vista sensoriale e saranno organizzati momenti pubblici, conferenze stampa e restituzioni aperte alla cittadinanza. Un lavoro di monitoraggio e valutazione accompagnerà l’intero percorso, con l’obiettivo di misurarne l’impatto e di comprenderne la replicabilità su scala quinquennale.
Crediamo che il teatro possa essere uno spazio da abitare, un luogo in cui sperimentare, incontrarsi, prendere parola e sentirsi ascoltati. Un punto di riferimento vivo, capace di accogliere domande, energie e visioni nuove.
Il progetto è realizzato dalla Fondazione Teatro Civico grazie al contributo di Fondazione Cariverona. I partner strategici sono: Comune di Schio, Istituto Professionale Statale “G. B. Garbin”, SFP Salesiani Don Bosco Schio – Scuola della Formazione Professionale, I.I.S. “Tron Zanella Martini”, ITIS “De Pretto”, AVIS Alto Vicentino, Lions Club Schio, Giuseppe Luca Firrarello e Marco Giordan Fideuram Private Banker.
Grafica Elsa Bonato