Sardegna Teatro – Macbettu

Un’occasione unica e irripetibile per rileggere un grande classico attraverso lo sguardo contemporaneo e la ricerca teatrale di uno dei più interessanti registi italiani: Alessandro Serra.

martedì 27 e mercoledì 28 novembre 2018 ore 21 Teatro Civico
SARDEGNA TEATRO,
ALESSANDRO SERRA

MACBETTU
tratto da Macbeth di William Shakespeare

regia Alessandro Serra
con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu e Felice Montervino
traduzione in sardo e consulenza linguistica Giovanni Carroni
collaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini
musiche pietre sonore Pinuccio Sciola
composizioni pietre sonore Marcellino Garau
produzione Sardegna Teatro, in collaborazione con compagnia Teatropersona
con il sostegno di Fondazione Pinuccio Sciola Cedac Circuito Regionale Sardegna
Premi: Miglior Spettacolo UBU 2017
Premio ANCT 2017 (Associazione Nazionale dei Critici di Teatro)
durata: 1 ora e 30 minuti senza intervallo
lingua: sardo con sovratitoli in italiano

La Fondazione Teatro Civico, da sempre vicina alla ricerca poetica, visionaria e contemporanea di Alessandro Serra, sceglie in questa edizione di ospitarne la sua ultima produzione: Macbettu, spettacolo pluripremiato e acclamato da pubblico e critica. Il Macbeth di Shakespeare è qui recitato in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini.
L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia. I suoni cupi prodotti da campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna, il sughero. La potenza dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e al contempo l’incredibile precisione formale nelle danze e nei canti.
Le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, le forze della natura domate dall’uomo. Ma soprattutto il buio inverno. Sorprendenti le analogie tra il capolavoro shakespeariano e i tipi e le maschere della Sardegna.
La lingua sarda non limita la fruizione ma trasforma in canto ciò che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura. Uno spazio scenico vuoto, attraversato dai corpi degli attori che disegnano luoghi ed evocano presenze. Pietre, terra, ferro, sangue, residui di antiche civiltà nuragiche. Un’occasione unica per rileggere un grande classico attraverso lo sguardo contemporaneo e la ricerca teatrale di uno dei più interessanti registi italiani.

Biglietti
Platea e palchi: intero € 17,00 – ridotto € 15,00
Galleria: intero € 11,00 – ridotto € 10,00

 

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