PATRIZIA LAQUIDARA IN “C’ERAVAMO TANTO AMATI”. CANZONI TRA ONDE RADIO, PELLICOLE E OLOGRAMMI DELLA NOSTALGIA

Dal 16 al 18 aprile l’omaggio di una nota interprete al Teatro Civico di Schio
PATRIZIA LAQUIDARA IN “C’ERAVAMO TANTO AMATI”. CANZONI TRA ONDE RADIO, PELLICOLE E OLOGRAMMI DELLA NOSTALGIA

Ispirandosi alla grande tradizione che ha voluto il Teatro Civico di Schio protagonista, dagli anni del primo dopoguerra fino agli sessanta, delle serate di ballo di questa città, Patrizia Laquidara intesse un omaggio emozionante che non manca di ironia. Una prima nazionale, “C’eravamo tanto amati”, che andrà in scena il 16 aprile alle 21.00 al Teatro Civico, in replica il 17 e 18. Patrizia Laquidara ha abbracciato la suggestione del regista Pit Formento che le ha voluto affidare l’ideazione di un omaggio ad hoc per la riapertura del teatro, ritendendo la sua sensibilità artistica la più indicata a riportare alla luce una stagione rappresentativa di un prezioso patrimonio culturale.

PatriziaLaquidara_CivicoPatrizia canta e racconta, accompagnando il pubblico all’esplorazione intellettuale ed emotiva di quel repertorio che riecheggia ancora dei passi di danza, delle storie, dell’immaginario delle generazioni dagli anni ‘30 agli anni ‘60. Riscoprendo gemme quali Smile, Come pioveva, Eclipse, tra Napoli, Pigalle, gli studi EIAR, Baires e Broadway.

In questo progetto, di cui è autrice e in cui affianca Mirko Artuso alla regia, Patrizia ha voluto al suo fianco il pianista e compositore Alfonso Santimone, nelle vesti di arrangiatore e direttore d’orchestra. Alfonso Santimone, esponente, tra l’altro del collettivo musicale El Gallo Rojo, ha arrangiato per l’orchestra dell’Accademia Musicale di Schio i pezzi scelti per il progetto. L’attore e regista Mirko Artuso ha calibrato esattamente il proprio lavoro di accompagnamento alla narrazione sulle immagini e le suggestioni che Patrizia Laquidara ha ideato per il progetto, creando per lei una trama di immagini e luci.

“C’eravamo tanto amati” è uno spettacolo che dipana le storie dei sentimenti, delle paure e delle speranze intessute nelle onde radio, degli echi esotici di ritmi da ballo venuti da lontano e portati dal vento della guerra. Nel canto limpido ma emotivamente sapiente di Patrizia riecheggiano sì la voce suadente del Vittorio De Sica che canta la sua Mariù, e l’illusione di una vita fatta di amori spensierati, ma anche tutte quelle storie che facevano sognare intrecciando l’immaginario popolare italiano con le suggestioni del grande cinema hollywoodiano. La voce di Patrizia Laquidara fa rivivere per noi le suggestioni di un’intera generazione, che ha vissuto ipnotizzata dai passi sinuosi di Ginger e Fred, dal trombone e dallo swing di Glenn Miller, dalla tormentata voce di Billy Holiday che canta Strange fruit, e ci porta poi, in un viaggio che è tanto nello spazio quanto nel tempo, dall’altra parte dell’oceano, ad incontrare la sofferta femminilità di Edith Piaf, musa della sua misteriosa e conturbante Parigi. Le canzoni di quegli anni a ben guardare sono cronaca sublimata in poesia popolare.

Patrizia Laquidara, nata in quel luminoso angolo di Mediterraneo governato da Scilla e Cariddi, sa essere sirena ammaliante col suo canto.
Ora abita in terra di Anguane e sa incantare con grande naturalezza.
Ha dimostrato lungo tutto il suo percorso artistico, di interprete e raffinata autrice, di saper posare la sua voce e le sue parole su quel filo sottile che tiene insieme per magia il corpo e l’anima degli umani.
Un’arte da funambola, la sua.
 Patrizia si tuffa nel repertorio di questo concerto restituendo con grande poesia l’immaginario, le storie e le emozioni che lo abitano.
La sua emozionante vocalità vola sugli arrangiamenti firmati da Alfonso Santimone, visionario improvvisatore, compositore, pianista e instancabile avventuriero del suono sempre a caccia di nuove esperienze.
Le atmosfere in stile “Studio Uno” che riportano ai grandi fasti della sapienza musicale italiana al servizio della forma canzone, non rinunciano a un tocco di elegante modernità proiettata nel futuro e a qualche trovata stilisticamente personale, giocosa e sorprendente.

16-17-18 aprile, ore 21.00

Patrizia Laquidara in

C’ERAVAMO TANTO AMATI

Canzoni tra Onde radio, Pellicole e Ologrammi della Nostalgia

un progetto di Patrizia Laquidara da un’idea di Pit Formento

regia Patrizia Laquidara e Mirko Artuso

Orchestra dell’Accademia Musicale di Schio

pianoforte, arrangiamenti e direzione d’orchestra Alfonso Santimone

Chitarre Daniele Santimone

Contrabbasso Davide Garattoni

Batteria Nelide Bandello

Info e biglietteria: i biglietti (da 25,00 a 10,00 euro) sono acquistabili nella biglietteria della Fondazione Teatro Civico di Schio: Palazzo Fogazzaro, via Fratelli Pasini, 44 – Schio (VI). Vendita on line su www.vivaticket.it. Numero verde 800 601171