STAGIONE DEGLI SPETTATORI 2014-15

LA VOSTRA STAGIONE DEL CUORE!

Gentili spettatori,
è arrivato il momento di pensare assieme il nuovo cartellone perché la formulazione della nuova stagione artistica 2014-2015 è alle porte!
Il vostro aiuto e i vostri desideri per noi sono preziosi: SEGNALATECI i dieci titoli che vi piacerebbe vedere a Schio nella prossima stagione e se la buona sorte ci da una mano, potremmo ospitarne 5.
Aspettiamo la vostra selezione nella nostra casella mail: info@teatrocivicoschio.it entro il 30 giugno p.v.


 

1) NERI MARCORE’ e BANDA OSIRIS in BEATLES SUBMARINE
di GIORGIO GALLIONE regia di GIORGIO GALLIONE
TEATRO MUSICALE
Uno spettacolo concerto alla gioiosa, fantastica esplorazione dell’universo della più leggendaria band beat/pop/ rock di sempre. Un Magical mystery tour che raccoglie suggestioni, musiche, frammenti biografici, canzoni e racconti dei favolosi Beatles. Un tessuto narrativo che utilizza i brani più famosi e le caleidoscopiche magie di Yellow Submarine, i surreali racconti di John Lennon, le poesie di Paul Mc Cartney e gli infiniti rimandi che le canzoni e gli scritti dei Beatles hanno reso eterni.  Guarda il video

2) SILVIA GALLERANO in LA MERDA – OFFOFFOFF
di CRISTIAN CERESOLI
Nel Marzo del 2012 la Première Italiana a Milano va completamente esaurita, con replica straordinaria esaurita in poche ore. Nel Maggio 2012 al Palladium di Roma e al Teatro Valle Occupato La Merda registra altri due sold out. Ad agosto la versione inglese de La Merda (The Shit) viene presentata al Festival di Edimburgo. Qui registra ancora una volta un incredibile record di pubblico fino a diventare un Fringe Sell Out Show 2012. Nel frattempo riceve incredibili recensioni sui maggiori media internazionali e nazionali e, in fine, l’opera vince il Fringe First Award 2012 for Writing Excellence e un’altra decina di premi. La Merda è un assolo che nasce dall’intuizione di un’attrice di selvatico talento, come Silvia Gallerano, di sviluppare dentro a nuove scritture una maschera, fisica e vocale, di sua invenzione. Ne La Merda questa maschera tragicomica vive su di una ripida partitura letteraria concepita su misura, in una partitura creativa in cui la parola suona e si fa carne. Cristian Ceresoli costruisce una scrittura originale ispirata allo stream of consciousness (da Joyce a Céline a Hrabal) in cui si scatena la bulimica e rivoltante confidenza pubblica di una “giovane” donna “brutta” che tenta con ostinazione, resistenza e coraggio, di aprirsi un varco nella società delle cosce e delle libertà. Nel corpo dell’interprete, attraverso la sua maschera e la vocalità delle parole, emerge una partitura fisica minimale in cui l’attrice si offre come in un banchetto, pronta a venire sbranata da tutti, nelle sue escursioni vocali, nelle sue cadute tonali, nella sua progressiva umiliazione. Una scrittura che nasce così dalla carne e alla carne ritorna, pur dentro a una rigidissima confezione estetica. Guarda il video

3) ANDREA PENNACCHI, MICHELE MODESTO CASARIN, MANUELA MASSIMI in VILLAN PEOPLE LA SOLITA MALASTORIA
Tempi schiodati, i nostri: le esondazioni e i terremoti distruggono i fieri capannoni che avevamo
innalzato a sfidare gli dèi, il nostro fugace benessere, ci può essere tolto in ogni momento.
Nel deserto globalizzato della grande pianura padana si aggirano scampoli di umanità feroce, invidiosa, affamata anche quando è sazia. Uomini che invidiano chi ha più di loro, che desiderano ferocemente quello che non hanno, che non hanno mai quello che desiderano, che sia amore, sicurezza, denaro o roba. Il crimine non li spaventa, le regole sociali non li fermano, sono Villani: brutti, sporchi e cattivi.
I nostri protagonisti vengono dalla cronaca nera quotidiana, ma non sono mostri, le storie che ci raccontano sono terribilmente semplici, anche se non banali. I nostri eroi parlano una lingua mista, una koinè di dialetto veneto e inglese scolastico da canzoni pop. Potrebbero essere felici, in fondo, ma sono macinati nella grande macchina del desiderio che prende tutti e sbatacchia qua e là la gente, come in preda a un gran vento: ognuno può essere ciò che vuole, ma nessuno più sa cosa vuole. Andrea Pennacchi è un ospite teatrale molto presente a Schio, dedicandosi soprattutto alle giovani generazioni; guida da un decennio i laboratori e presenta affascinanti lezioni-spettacolo. Oggi in scena, vicino al bravissimo Modesto Casarin, in questa commedia veneta un po’ pulp, un po’ corrosiva. Sicuramente comica. Guarda il video

4) ROBERTO CIUFOLI, NINI SALERNO, MAX PISU, MICHELA ANDREOZZI , NINO FORMICOLA in FORBICI E FOLLIA
di PAUL PORTNER regia di MARCO RAMPOLDI (Comico)
Lo spettacolo dove gli spettatori-detective decidono chi è l’assassino! La nuova edizione di Shear Madness (Forbici & Follia) è piena di sorprese, a cominciare da un cast assolutamente stellare e divertente che vede per la prima volta insieme attori come Max Pisu, Roberto Ciufoli, Nini Salerno, Michela Andreozzi e Nino Formicola per un unico grande e irresistibile spettacolo che sorprenderà e conquisterà le platee italiane: una squadra che siamo certi renderà ancora più scoppiettante la commedia che per la prima volta rompe la quarta parete immaginaria per coinvolgere il pubblico nell’indagine più pazza e sorprendente della prossima stagione teatrale.

5) SIMONE CRISTICCHI in MAGAZZINO 18
di SIMONE CRISTICCHI regia di ANTONIO CALENDA musiche di SIMONE CRISTICCHI
Musical Civile
Magazzino 18 è stato accolto con clamoroso e controverso successo. Il titolo si richiama a un “luogo della memoria” particolarmente toccante che si trova nel Porto Vecchio di Trieste. Si  racconta di una pagina dolorosissima della storia d’Italia, di una vicenda complessa e mai abbastanza conosciuta del nostro Novecento. Una sedia, accatastata assieme a molte altre, porta un nome, una sigla, un numero e la scritta “Servizio Esodo”. Gli oggetti di tante case dovute abbandonare, oggetti comuni ammucchiati che hanno accompagnato lo scorrere di tante vite, interrotte dalla Storia, dall’esodo. Un Musical Civile per dare memoria ad una pagina oscura della storia. Guarda il video

6) COMPAGNIA DELL’ALBA in AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA
di GARINEI E GIOVANNINI regia di FABRIZIO ANGELINI (Musical)
Aggiungi un posto a tavola è uno spettacolo che, soprattutto nella versione televisiva con Dorelli, ha cambiato la storia del teatro e della tv italiana. A decenni di distanza rimane un testo attuale, ironico e leggero, ma capace di commuovere. La storia è quella di Don Silvestro, parroco di un immaginario paese di montagna, che riceve una telefonata del Padreterno in persona che gli comunica l’intenzione di mandare sulla terra il secondo diluvio universale. Come un novello Noè, riceve l’incarico di costruire un’arca di legno, per mettere in salvo dal diluvio tutti gli abitanti e gli animali del paese. Questo evento sarà solo l’inizio di una serie di incontri, scoperte e vicende.Una grande opportunità per la Compagnia dell’Alba, che nasce come “costola” professionale dell’Accademia dello Spettacolo di Ortona. Guarda il video

7) CRISTIAN GIAMMARINI, GIORGIO LUPANO in LA MARATONA DI NEW YORK
di EDOARDO ERBA
“Maratona di New York” ha corso più di me, viaggiato più di me, fatto più carriera di me. E ho la sensazione che vivrà molto più di me. Una sensazione che si conferma ad ogni versione che mi capita di vedere. Se poi ne vedo una come quella di Giammarini-Lupano, la sensazione diventa certezza. Lo spettacolo non tradisce il testo originale, ma lo rilegge, lo re-inventa, lo inserisce in una dimensione drammatica nuova. La regia è modernissima, magistrale: passa indenne dai momenti comici, senza sottolinearli e senza averne paura, e arriva diretta al cuore del dramma fondendo incubo e realtà in una sola dimensione, un’unica grande notte stellata. Notte che gli attori attraversano con una spontaneità che conquista e un’intensità che commuove. Difficile per il pubblico non ridere e non avere i brividi. La prova atletica sul palco è notevole, Lupano e Giammarini non si risparmiano, si partecipa alla loro fatica. La loro corsa è un gesto iperreale e tuttavia compone un disegno preciso, espressivo, rigoroso. Che ipnotizza e coinvolge, lasciandoti alla fine un grumo d’amore e di dolore da portare a casa, da elaborare con calma. Insomma, questa Maratona è un grande piccolo spettacolo che merita di restare nei cartelloni dei teatri per molti anni.” Edoardo Erba Guarda il video

8) COMPAGNIA ARCA AZZURRA in MANDRAGOLA
di UGO CHITI regia di UGO CHITI tratto da La Mandragola di Macchiavelli (Commedia)
La storia si svolge a Firenze nel 1504. Callimaco è innamorato di Lucrezia, moglie dello sciocco dottore in legge messer Nicia. Con l’aiuto del servo Siro e dell’astuto amico Ligurio, Callimaco, in veste di famoso medico, riesce a convincere messer Nicia che l’unico modo per avere figli sia di somministrare a sua moglie una pozione di mandragola), ma il primo che avrà rapporti con lei morirà. Ligurio trova presto una geniale soluzione: a morire sarà un semplice garzone, cosa che tranquillizza parzialmente Nicia, il quale resta comunque perplesso. Naturalmente Ligurio ha pensato all’amico Callimaco, che spasima per Lucrezia: infatti non vi sarà nessun garzone come vittima predestinata, bensì sarà lo stesso Callimaco a travestirsi da tale.

9) SILVIO ORLANDO, MARINA MASSIRONI in LA SCUOLA
di DOMENICO STARNONE regia di DANIELE LUCCHETTI (Commedia)
Dal confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali, amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. Il dialogo brillante e le situazioni paradossali lo rendono uno spettacolo irresistibilmente comico. Consueta, grande prova d’attore di Silvio Orlando, affiancato da una irresistibile Marina Massironi. Guarda il video

10) KLEDI E BALLETTO DI ROMA in CONTEMPORARY TANGO
coreografia e regia MILENA ZULLO
DANZA
Lo spettacolo narra l’abbraccio del tango, dentro il quale si colmano bisogni, aspettative, sogni, desideri e  oblii, un abbraccio che ciascuno esprime arricchendolo del proprio sé e portando in esso tutta quella memoria, consapevole e non, che la vita gli ha tracciato nel corpo. Preziosa e speciale diviene la partecipazione straordinaria di Kledi Kadiu, grazie al quale la virilità contenuta in questa danza diverrà protagonista. Intorno alla sua virilità si snocciolerà il racconto di una serata nella Milonga, come una scatola dentro la quale s’addentrano tante persone/personaggi, ove il tempo diviene Hora Zero, come più volte affermato da Piazzolla, l’attimo tra la fine e l’inizio, il tempo sospeso, dentro il quale gli incontri, le passioni, le gelosie, gli abbandoni, le fantasie, le solitudini, le tante e diverse anime   verranno raccontate come  un album di fotografie da sfogliare. Il Tango sociale vissuto non più semplicemente come un ballo, con i suoi passi tipici, ma capace di divenire “racconto” di un modo di sentire tanto diffuso e così capace anche di percorrere con la sua musica ormai tutti i continenti della terra. Guarda il video

11) ELENA BUCCI in ANTIGONE
di ELENA BUCCI, MARCO SGROSSO regia ELENA BUCCI
Una grande tragedia di contrasti, l’Antigone di Sofocle colpisce per la straordinaria nettezza nell’affrontare un tema mitico ma di sconcertante  attualità, messa in risalto dalla semplicità poetica di una lingua apparentemente così lontana e tuttavia capace di attraversare  i secoli, le mode, i mutamenti effimeri, senza nulla perdere  dello splendore  diretto della sua comunicatività. Guarda il video

12) NORA FUSER, GIORGIO BERTAN in BRICOLA E REGINA, QUATTRO CIACOLE IN PANCHINA. Riflessioni sulla Venezia di oggi
Una moderna Commedia dell’Arte: due attori imperdibili
Bricola e Regina sono due personaggi con maschera, sono la Commedia dell’Arte “moderna” , nati dalla creatività e dalle radici Veneziane dei due attori protagonisti :Giorgio Bertan ed Eleonora Fuser. Bricola e Regina, in libera uscita dall’Ospizio di S. Lorenzo dialogando ai margini della società su tutto e su tutti, tra temi universali e vita quotidiana, alternando la cronaca agli aneddoti, i ricordi giovanili ai problemi della terza età. La loro storia di coppia, il passato di ricordi, i rimpianti, le delusioni, le paure , il cinismo, (se stava megio co se stava pezo) si alternano tra litigi, scherzi e tenerezze sulla panchina del loro saporito mondo.
Bricola e Regina, nella loro pur scomoda vita di strada, esprimono tutto il loro amore per la vita (stemo sempre rampegai) e sono pronti a parlarne con chiunque.
Una qualsiasi panchina di un qualsiasi campiello di Venezia e fughe in platea perchè i due non disdegnano di intrufolarsi tra la gente per scambiare le proprie opinioni.
Un linguaggio popolare ormai quasi perduto, muovono i due personaggi-maschere in un gestuale moderno facendoli idealmente proseguire lungo l’antica via della Commedia dell’Arte.

13) STEFANO BENNI in 5 RACCONTI SULL’AMORE
di STEFANO BENNI (Reading)
Per questo spettacolo Stefano Benni ha scelto, tra i tanti che ha scritto, cinque racconti sull’amore crudeli, comici, folli. Le tante facce della favola che seduce e illude tutti, dai romantici ai cinici. Un amore dolce e motorizzato tra due teppistelli di periferia, una gara di tradimenti di una mostruosa coppia borghese, la mitica isola di Amikinontamanonamikitama, un vecchio nostalgico che ricorda un antico amore, uno strano incontro tra sconosciuti su un ponte. E poi una sexy cappuccetto rosso rapper. E altre poesie.

14) PAOLO ROSSI in ARLECCHINO/SALTIMBANCHI SI MUORE!
di PAOLO ROSSI regia di PAOLO ROSSI (Comico)
Paolo Rossi, più funambolico e lunare che mai, si avvia lungo un nuovo percorso che lo costringerà ad abbandonare la sua maschera – quella ormai nota a tutto il pubblico teatrale dei suoi ammiratori – per rivivere nei panni di un “Arlecchino nevrotico e surreale in tono con il Terzo Millennio prossimo venturo” – proprio come l’aveva definito Giorgio Strehler – figura inquietante, meno vicina alle origini bergamasche e più a quella dei personaggi diabolici e farseschi della tradizione popolare francese.

15) NATALINO BALASSO in VELODIMAYA
Nuova produzione
Natalino Balasso, seppur con produzioni molto diverse fra loro, è sempre stato fra i protagonisti di Schio Grande Teatro. Ecco perché segnaliamo la nuova produzione per la prossima stagione: VelodiMaya. “È passato qualche anno da quando ho scritto il mio ultimo monologo per il teatro. Volevo che non fosse semplicemente un nuovo monologo. Volevo che fosse un monologo nuovo. Questo monologo parte da due discorsi pubblici: il primo è il discorso che Colin Powell fece nella sede dell’Onu quando dichiarò che c’erano le prove delle armi chimiche in Iraq. Il secondo è il discorso che il presidente dell’Uruguay Pepe Mujica ha pronunciato anni dopo, in occasione di un simposio mondiale sull’ambiente e sullo sviluppo sostenibile. Mi sono sembrati due pezzi di teatro che raccontano di noi. Nel mezzo c’è la vita del personaggio del nostro monologo, un uomo perso in una stazione, che non sa se partire o restare, che non trova l’uscita, che rappresenta la metafora di ciò che siamo, come in un giallo in cui dobbiamo improvvisarci detective per indagare con pochissime prove a disposizione. C’è qualcosa di peggiore delle menzogne: sono le false verità che ci costruiamo ogni giorno. Questo monologo non poteva trascurare l’attenzione che si è creata attorno ai miei video su Youtube. Dieci milioni di spettatori negli ultimi quattro anni , senza nessuna forma di sostegno televisivo o radiofonico sono il risultato di un linguaggio, quel linguaggio è stato ritenuto da molti un linguaggio nuovo, una forma di comprensione del presente che può diventare strumento. Così ho voluto che fosse e così voglio che sia tagliata la comicità di questo mio monologo nuovo.” Natalino Balasso

16) MAURO DI FRANCESCO, NINI SALERNO in VENGO A PRENDERTI STASERA
di DIEGO ABATANTUONO, NINI SALERNO, GIOVANNI BOGNETI regia di DIEGO ABATANTUONO
Una commedia originale che sa dosare emozioni e risate, diretta da un vero e proprio maestro della comicità, Diego Abatantuono, qui alla sua prima regia teatrale. La trama racconta l’incontro di un cabarettista, al tramonto di una carriera costellata di insuccessi, con la sua Morte, la Morte dei comici. L’attore si ribella mentre la Morte, capace di compiere stupefacenti magie, si prodiga per convincerlo a spirare, ma paradossalmente nel corso di questo ultimo viaggio nascerà una curiosa amicizia. Tra momenti esilaranti s’insinuano riflessioni toccanti: la Morte racconta in modo allegro e ironico la dipartita di grandi artisti campioni della comicità.

17) MARIO PERROTTA in UN BES, ANTONIO LIGABUE
di MARIO PERROTTA regia di MARIO PERROTTA (Drammaturgia Contemporanea)
Stare al margine è condizione disumana ma è anche angolo privilegiato di osservazione. Essere pazzo ti posiziona fuori, ma se dipingi con quella forza, forse sono gli altri che sono dentro. E nonostante questa consapevolezza, soffrire come un cane la mancanza d’amore.

18) CLAUDIO BISIO in FATHER AND SON
di MICHELE SERRA regia di GIORGIO GALLIONE (Monologo)
“Forever young”, titolo mutuato da una famosa canzone di Bob Dylan, indaga il rapporto padre / figlio senza pudori, con un linguaggio che va dall’ironico al doloroso, dalla tragedia alla farsa. È una riflessione sul nostro tempo e sul futuro dei nostri figli, sui concetti di libertà e autorità, che rivela in filigrana una società spaesata e in metamorfosi, ridicola e zoppa, colta ma non sempre adeguata. Una società di eterni figli senza più padri e padri senza “veri” figli, dove i giovani, rifiutando o disprezzando il confronto, si nascondono nelle loro felpe, circondati dai loro oggetti tecnologici, prolungamenti robotici del corpo e del pensiero.

19) ANNAMARIA GUARNIERI, VALERIA MILILLO, DANILO NIGRELLI in SINFONIA D’AUTUNNO
di INGMAR BERGMAN regia di GABRIELE LAVIA
Dramma psicologico e familiare nato per il teatro e poi diventato film nel 1978, “Sinfonia d’autunno” di Ingmar Bergman ottenne ben due nomination all’Oscar.
Gabriele Lavia torna a collaborare con il Teatro Stabile dell’Umbria per riproporre in teatro questo capolavoro, avvalendosi della presenza di una straordinaria e inimitabile protagonista della scena italiana, Anna Maria Guarnieri. Nel ruolo della figlia Valeria Milillo, attrice molto amata dal pubblico, che spazia con grande professionalità dal teatro, al cinema, alla televisione. Nel cast anche Danilo Nigrelli, che oltre ad aver lavorato in teatro con alcuni dei maggiori registi italiani, ricordiamo la memorabile interpretazione nell’Edoardo II di Antonio Latella, ha accumulato successi anche sul grande e piccolo schermo.

20) GIORGIO ALBERTAZZI in LEZIONI AMERICANE
di ITALO CALVINO regia di ORLANDO FORIOSO (Teatro d’attore) lo spettacolo si concentra sulla prima delle cinque lezioni scritte da Italo Calvino. Infatti nella  prima conferenza si incrociano e si fondono poesia e teatro.
Calvino ed Albertazzi. Dante, Cavalcanti, Shakespeare, Lucrezio, Ovidio, Borges, Kafka, Cirano, Leopardi: sono stati da sempre gli autori con i quali ha convissuto Giorgio Albertazzi, e ci è parso naturale accostare alla conferenza calviniana il percorso parallelo di un artista innamorato della poesia e della scrittura. Un percorso che viene da lontano, e spesso con Albertazzi abbiamo evocato la preistoria della televisione italiana quando, in “Appuntamento con la novella”, le sue mani aprivano e chiudevano il Libro. Oggi il libro/i libri di Calvino diventano teatro, in un labirinto di richiami, in un continuo dialogo tra letteratura, teatro, video e musica, facendo della stanza del Conferenziere l’antro dove si viviseziona la scrittura e dove se ne cercano i segreti; dove la Leggerezza è per lo scrittore l’oggetto irraggiungibile di una ricerca senza fine. “Dovunque stiamo andando cerchiamo di andarci con leggerezza”. Guarda il video

21) LUCILLA GIAGNONI in APOCALISSE
di LUCILLA GIAGNONI regia di PAOLA ROTA (Drammaturgia Contemporanea)
Lo spettacolo Apocalisse s’ispira all’ultimo libro della Bibbia. Ciò che interessa è l’idea di svelamento e rivelamento che è il primo significato del termine greco. “Guarda”, “racconta ciò che hai visto”, sono le indicazioni più frequenti date a Giovanni, il testimone-narratore. In un mondo di ciechi che credono di vedere e, dunque, di sapere, il mistero si rivela solo a chi sappia guardare, a chi abbia occhi nuovi. Cecità e Rivelazione fanno immediatamente pensare ad un personaggio totemico nel teatro occidentale: Edipo. Il testo sacro che per i cristiani sigilla la serie dei testi biblici e il testo teatrale che dà inizio ad ogni forma di indagine sull’uomo, vengono posti in parallelo a raccontare che la fine dei tempi è in realtà un nuovo inizio e una nuova vita per chi impara a vedere. è la storia dell’evoluzione della coscienza: un bambino appena nato vede il mondo come un fenomeno incredibile in cui pian piano le cose si riempiono di senso. Questa è l’Apocalisse, una rinascita. La parola tesa ed alta nelle mani di una grande attrice: Lucilla Giagnoni.

22) DAVID RIONDINO, DARIO VERGASSOLA, ORCHESTRA di QUATTRO ELEMENTI in LA TRAVIATA
di GIUSEPPE VERDI (Comico musicale)
Lo spettacolo si snoda sull’ interazione tra Riondino ( il fine dicitore della storia ) Vergassola ( l’ incredulo spettatore di tanta vicenda ) la cantante ( una Traviata che si racconta attraverso le famose arie ) e la musica originale di Verdi arrangiata per ensemble da camera, attraverso una serie di situazioni drammatiche ( la vicenda lo impone ) ma anche dissacranti. Colpa, peccato, gelosia, redenzione, felicità, sono e ancor per molto, saranno, i motori dei principali comportamenti umani, ma sono anche sentimenti spesso eccessivi sui quali può scivolare certa satira leggera.

23) FERDINANDO BRUNI, ELIO DE CAPITANI E COMPAGNIA DEL TEATRO DELL’ELFO in FROST/ NIXON
di PETER MORGAN regia di FERDINANDO BRUNI, ELIO DE CAPITANI (Drammaturgia Contemporanea)
Dal Teatro dell’Elfo un nuovo ed originale allestimento ricco in eccellenza. Bugie e potere. Responsabilità e potere. Frost/Nixon è un match che mette a confronto il potere politico e quello mediatico. Che possono essere al servizio del bene comune e dell’emancipazione dei cittadini, come anche strumenti di asservimento e di sopraffazione.
Il drammaturgo (e sceneggiatore) Peter Morgan punta i riflettori sul primo caso storico di televisione-spettacolo e restituisce splendidamente questi temi. Nucleo della pièce è l’intervista che l’anchorman David Frost fece nel 1977 a Richard Nixon, terminata con la confessione dell’ex Presidente – mai ottenuta prima – sullo scandalo del Watergate e sui limiti morali del potere. Una confessione, negli ultimi secondi della trasmissione, di un Nixon combattivo, orgoglioso, ma messo alle corde dalla precisione delle domande, delle date e dei riscontri. Un episodio storico realmente accaduto. Magistralmente interpretato da Elio De Capitani e da Ferdinando Bruni.

 24) STEFANO ACCORSI in IL DECAMERONE
di GIOVANNI BOCCACCIO regia di MARCO BALIANI (Commedia)
“Le storie servono a rendere il mondo meno terribile, a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente vivendo, le storie servono ad allontanare, per un poco di tempo, l’alito della morte. Per questo ci si sposta da Firenze verso la collina e lì si principia a raccontare. La città è appestata, la morte è in agguato, servono storie che facciano dimenticare, storie di amori ridicoli, erotici, furiosi, storie rozze, spietate, sentimentali, grottesche, paurose, purché siano storie, e raccontate bene, perché la vita reale là fuori si avvicina con denti affilati e agogna la preda. Abbiamo scelto di raccontare alcune novelle del Decamerone di Boccaccio perché oggi ad essere appestata è l’intera società. Ne sentiamo i miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le conventicole, le mafie, l’impudicizia e l’impudenza dei potenti, la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli, il malaffare” Per questo Accorsi e Baliani tornano a raccontare.

25) MARCO BALIANI in KOLHAAS
di Remo Rostagno e Marco Baliani
tratto da “Michael Kohlhaas” di Heinrich von Kleist
Dove il teatro di narrazione,  in Italia, ebbe inizio.
“Tanti anni fa in terra di Germania viveva un uomo a nome Michele Kohlhaas. Era allevatore di cavalli e come lui lo erano stati il padre e il nonno…”.
Comincia così l’affascinante racconto di Marco Baliani, nativo di Verbania, professione “raccontatore di storie”. Attore, regista e drammaturgo tra i più originali nel panorama teatrale italiano. Baliani, solo sulla scena, seduto in una sedia, vestito di nero, per circa 90 minuti, incanta un pubblico di ogni età, narrando la storia realmente accaduta, nella Germania del 1500, di un mercante di cavalli, vittima della corruzione dominante della giustizia statale. La spirale di violenza generata dal sopruso subito dal protagonista offre lo spunto per una riflessione sulla questione della giustizia e sulle conseguenze morali che la reazione dell’individuo all’ingiustizia può comportare. Baliani, attraverso la sua mimica, la sua gestualità, riesce a coinvolgere anche lo spettatore più distratto, facendogli immaginare i cavalli del protagonista, le sue paure, la sua sete, la sua vana attesa di giustizia e la decisione finale di scegliere il cappio di una forca. Uno spettacolo esemplare che ha dato inizio al teatro di narrazione, in Italia.

26) GIUSEPPE PAMBIERI, LIA TANZI in MISERY NON DEVE MORIRE
di STEPHEN KING regia di ENRICO MARIA LAMANNA musiche di LUCIANO FRANCISCI (Dramma)
“Misery non deve morire” narra la vicenda dello scrittore Paul Sheldon che decide di far morire la protagonista dei suoi racconti, Misery, per cambiare stile letterario. Ma, poco prima di consegnare il suo ultimo libro, ha un incidente d’ auto e viene soccorso dall’ infermiera Annie Wilkes, appassionata lettrice dei romanzi di Sheldon e grande ammiratrice di Misery. Quando Annie viene a sapere che Misery nell’ ultimo libro muore, tortura lo scrittore fino a costringerlo a scriverne un’altro dove farà resuscitare la sua eroina. Da qui, la storia scandisce le tappe della follia di Annie.

27) PIERFRANCESCO FAVINO E 13 ATTORI DEL GRUPPO DANNY ROSE in SERVO PER DUE
di RICHARD BEAN regia di PIERFRANCESCO FAVINO, PAOLO SASSANELLI musiche di MUSICA DA RIPOSTIGLIO liberamente tratto da Il servitore di due padroni (Commedia). Una riflessione diversa su un classico del teatro, Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni, Servo per due (One Man, Two Guvnors) nell’adattamento del noto commediografo inglese Richard Bean riadattato nella versione italiana da P. Favino, P. Sassanelli, M. Nissen e S. Solder, si presenta come una commedia comica, con attori che cadono dalle scale, che sbattono le porte, che fanno battute a doppio senso e interagiscono con il pubblico. Ciò che ha reso lo spettacolo un vero successo è la sua combinazione di commedia visiva e verbale; è un’immersione nel mondo della Commedia dell’Arte passando attraverso seminari di acrobatica, maschere, clowneria, danza e canto. La musica è parte integrante dello spettacolo e viene eseguita dal vivo dall’orchestra Musica da Ripostiglio, composta da 4 elementi che hanno curato anche gli arrangiamenti delle più note canzoni dell’epoca.

28) GIUSEPPE BATTISTON – GIANMARIA TESTA in ITALY, SACRO ALL’ITALIA RAMINGA
Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa tornano di nuovo insieme in palcoscenico, a raccontare dell’Italia e delle migrazioni del secolo scorso. Lo fanno attraverso la poesia e le parole di Giovanni Pascoli, ma anche attraverso la musica e le canzoni di Gianmaria Testa. Scritto da Pascoli nel 1904, Italy è un poema composto da due canti per un totale di 450 versi. Ispirato a una vicenda realmente accaduta a un amico del poeta, ha come sottotitolo Sacro all’Italia raminga e narra le vicende di una famiglia di emigranti. Protagoniste sono una bimba nata oltreoceano (in America) e portata in Italia, a Caprona, dagli zii per curare la tisi, e sua nonna che la accudisce. Pascoli racconta le condizioni di un’Italia lontana nella storia e nella memoria; un’Italia che sotto la morsa della povertà lascia andare i suoi figli in cerca di fortuna e li manda lontano a edificare un nuovo mondo, a confrontarsi con una società che non li vuole e che li vede stranieri in ogni luogo, “orfani del mondo”.

29) GIUSEPPE BATTISTON in L’INVENZIONE DELLA SOLITUDINE
di PAUL ASTER regia di GIORGIO GALLIONE (Monologo)
Qualche settimana dopo l’inattesa morte del padre, Auster si ritrova nella grande casa di un genitore quasi estraneo, che ha abbandonato da anni la famiglia per ritirarsi in una solitudine caparbiamente distaccata dal mondo e dagli affetti. Così, riscoprendo un padre semisconosciuto e assente attraverso tracce labili, oggetti e carte, il protagonista riscopre i frammenti di una esistenza estranea, che è in parte anche la propria, ripercorrendo la vita di un uomo che si è nascosto dal mondo. Una ricerca del padre scomparso che lo costringe a fare i conti con una perdita, una mancanza che lo strazia come persona e come figlio.

30) GIULIANA LOJODICE in LA PROFESSIONE DELLA SIGNORA WARREN
di GEORGE BERNARD SHAW regia di GIANCARLO SEPE (Dramma)
“Ecco una delle commedie “sgradevoli” del grande George Bernard Shaw.
E’ la prima volta che affronto quest’autore, che ho sempre apprezzato e ammirato ma mai veramente studiato. In questo caso posso dire che la lettura della Professione della Signora Warren mi ha aperto uno squarcio su un mondo che George Bernard Shaw ha rappresentato con attitudini borghesi e ipocrisie varie, tutte legate prevalentemente al sesso e alla voglia di sesso dei quattro protagonisti maschili: c’e’ chi vuole conquistare la donna per interessi personali e non per amore, c’e’ chi crede di essere il padre della donna da cui è attratto, c’è addirittura un prete che ha amato la protagonista in tempi remoti ecc. Possiamo dire che sono tutti dei “puttanieri” e le due donne, chi per un verso chi per un altro, sono vittime di una società maschilista”.

31) OTTAVIA PICCOLO e altre 9 attrici in SETTE MINUTI, di Stefano Massini
Regia di Alessandro Gassmann
l suo ruolo, come trova questo personaggio.
Da un’intervista ad Ottavia Piccolo, pubblicata da Teatro Cult News
Domanda: Il suo ruolo, come trova questo personaggio?
“E’ una donna reale, che lavora da sempre in fabbrica. E’ la più anziana. Si chiama Blanche ed è portavoce di una vertenza sindacale. Non posso per ora dire più. Posso solo aggiungere che è basato su una storia vera, avvenuta in Francia e parla delle condizioni di lavoro. Un tema molto attuale. Potrebbe trattarsi anche dell’Italia in fondo.” Domanda: Com’è lavorare in uno spettacolo tutto al femminile. E’ vero il mito della competitività? O si può parlare di complicità? “Non saprei dire, non stiamo ancora provando per ora… Per adesso ho provato con cinque attrici tutte giovani, brave. Siamo ancora in fase di audizioni. Le prove vere inizieranno a settembre. Posso solo dire che con le donne in genere mi trovo meglio, in quanto sono collaborativa e non competitiva.” Domanda: La regia è di Alessandro Gassmann. “Lavorare con Alessandro Gassmann? Penso ci troveremo bene. E’ un regista esperto, che tiene conto degli attori. Era da tempo che desideravo lavorare con lui, perché ho visto i suoi lavori e lo trovo competente.”

32) ALESSANDRO BERGONZONI in NESSI
di ALESSANDRO BERGONZONI regia di ALESSANDRO BERGONZONI (Comico)
Se indovinare prima del debutto gli argomenti e la struttura del prossimo spettacolo di Alessandro Bergonzoni è sempre stata una vera e propria impresa, dopo “ Urge”, il suo ultimo strareplicato spettacolo, e “L’amorte” il suo primo libro di poesie edito nel settembre 2013 da Garzanti, è diventata una previsione realmente impossibile vista la vastità che circonda questo artista. La visione stereoscopica di Bergonzoni è diventata in questi anni materia sempre più complessa, poetica, comicamente eccedente e intrecciata in maniera sempre più stretta tra creazione-osservazione-deduzione. Ma certamente la qualità delle visioni bergonzoniane, e la conseguente messa in scena, ci porteranno a quel personalissimo disvelamento, di fatto la vera cifra stilistica di questo artista, che porta, molte volte anche grazie ad una risata, dallo stupore alla rivelazione.

33) AMBRA ANGIOLINI in LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W
di STEFANO BENNI regia di GIORGIO GALLIONE (Monologo)
Una donna qualsiasi, di nome V, nata in modo funambolico ripercorre, follemente, comicamente, la sua vita, alla ricerca del suo pezzo mancante W.
V è perciò una parte che cerca il suo tutto e in questo monologo paradossale, ridicolo e doloroso, cerca una spiegazione al suo senso di infelicità e incompletezza.
Nel farlo si interroga su povertà e guerra, amicizia e intolleranza, giustizia e amore.
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34) ALESSANDRO HABER, ALESSIO BONI, FRANCESCO BONOMO, NICOLETTA ROBELLO BRACCIAFORTI in IL VISITATORE
di ERIC-EMMANUELLE SCHMITT regia di VALERIO BINASCO (Dramma)
Aprile 1938. L’ Austria è stata da poco annessa di forza al Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Berggstrasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di Freud (Alessandro Haber), il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via da un ufficiale della Gestapo (Francesco Bonomo). Ma l’angosciata solitudine non dura molto: dalla finestra spunta infatti un inaspettato visitatore (Alessio Boni) che fin da subito appare ben intenzionato a intavolare con Sigmund Freud una conversazione sui massimi sistemi.

35) COCHI E RENATO CON BAND DAL VIVO in QUELLI DEL CABARET
di COCHI E RENATO regia di COCHI E RENATO (Cabaret)
Eccoci qua, siamo arrivati, eccoci qua. Voi non ci credevate noi invece siamo qua. Noi siamo quelli che nel 63 senza saperlo hanno inventato il cabaret. E ne è passata tanta di acqua sotto i ponti. Ma noi eravamo sopra e non ci ha travolti. Si sa che in mezzo all’acqua ci son corpi galleggianti. Noi che eravamo sopra ne abbiamo visti passar tanti. Noi invece siamo qua, siamo un’altra volta qua. Dovevamo andare a Como e invece siamo qua. Siamo qua con le valigie che son piene di canzoni, di colori, di emozioni e di considerazioni. Raccontiamo il nostro mondo definito surreale. Non si sa cosa vuol dire, ma non è niente di male e siamo ancora qua, felici di esser qua. Dovevamo andare a Rimini, ma invece siamo qua. Siamo arrivati qua, veniamo da Milano e siam venuti qua per farvi battere le mani. Siamo qui con voi perché la vita è bella e noi siam sempre in giro in cerca dell’ombrella. Guarda il video

36) NADA MALANIMA in SCOMPAGINE di NADA MALANIMA regia di ALESSANDRO FABRIZI (Monologo)
“… nel chiuso di una stanza, una donna è in attesa di un’operazione che dovrà cancellare dalla mente e dagli occhi la visione di un’altra lei, la sua confidente, allucinazione con cui ha da sempre un rapporto di affetto e ostilità”. Così scrive Nada Malanima ad incipit del suo “Scompagine”, un monologo (o è un dialogo? o è un soliloquio?) che anche chiama: “commedia drammatica”. Sulla scena, una donna, di età avanzata ma indefinibile, inchiodata a una vecchia poltroncina (evidentemente la sua, la sua preferita). Si chiede e ci chiede: dove sono? E poi inizia a raccontare, tra se e Sè – letteralmente, in dialogo con una Se Stessa che ama e detesta.

37) GUALTIERO BERTELLI in CAMPO MARTE. Storie e canti dalla città invisibile
Gualtiero Bertelli alla Giudecca ci è nato e la storia di quello che è stato definito il Bronx di Venezia l’ha vissuta sulla propria pelle di bambino e di  ragazzo: la povertà, le case minime, i giochi sull’acqua, la caccia alle pantegane, i racconti della solidarietà tra poveri ci   restituiscono l’epica di una generazione che è sopravvissuta agli stenti con ottimismo, allegria, gioia di vivere, malgrado tutto.

38) DARIO CANTARELLI, LAURA CURINO, LUCA MICHELETTI, CLAUDIA SCARAVONATI in LA METAMORFOSI
di FRANZ KAFKA regia di LUCA MICHIELETTI (Dramma)
La letteratura di Kafka è capace come poche altre di tradurre il disagio dell’uomo contemporaneo in mirabili e struggenti parabole sulla compromissione della sanità, sulla subordinazione dell’esistenza alla sussistenza, sulla trasformazione grottesca dell’essere umano in una cosa “alienata”, dotata di un’anima che egli stesso stenta tragicamente a riconoscere e a nutrire. Il caso di Gregor Samsa, che si tramuta senza spiegazioni in un insetto, si fa metafora del cambiamento inesorabile cui l’uomo è costretto quando relegato ai margini dell’umano. Gregor che si trasforma in un insetto incarna la metafora d’un bisogno esiziale, quello della diversità esclusa che cerca un contatto, quello dell’umanità che non viene riconosciuta per tale di denunciarsi e tornare a vivere. Un cast di grande interesse. Guarda il video

39) VANESSA GRAVINA,STEFANO ARTISSUNCH, LUDOVICA MODUGNO in A PIEDI NUDI NEL PARCO
di NEIL SIMON regia di STEFANO ARTISSUNCH (Commedia)
Paul e Corie Bratter, una coppia di sposi freschi di matrimonio, reduci da un’appassionata luna di miele trascorsa tra le lussuose pareti dell’Hotel Plaza di New York iniziano la loro vita coniugale con il sospirato ingresso nella loro prima casa, un piccolo e spoglio appartamento all’ultimo piano di un vecchio palazzo senza ascensore. La scomoda sistemazione dei due sposini e la presenza nelle loro vite di altri due straordinari personaggi come la signora Ethel Banks, madre di Corie, e il signor Velasco, eccentrico inquilino della mansarda sopra l’appartamento della coppia, bastano a mettere a dura prova la loro serenità matrimoniale e, in particolare, fanno emergere le loro differenze caratteriali: Paul è serio, giudizioso, prudente, tanto quanto Corie è vitale, appassionata, romantica; tanto l’uno è prevedibile e convenzionale quanto l’altra è imprevedibile e spudorata. In una serata a quattro vengono ben presto a crearsi eccentriche alleanze: Corie e Velasco s’intendono alla perfezione mentre Ethel e Paul subiscono le stravaganze dei loro “antagonisti”. E, come spesso accade, i folli e gli incassatori finiscono per compensarsi e rimettere il bilancio della vita in pari. Guarda il video

40) FILIPPO TIMI in SKIANTO
di FILIPPO TIMI regia di FILIPPO TIMI musiche di ANDREA DI DONNA (Drammaturgia Contemporanea)
Sarà legittimo aspettarvi che qualche cosa dell’infanzia e dell’adolescenza della vita di Filippo, pensieri reali e immaginati, sarà presente in questo spettacolo, con le sue emozioni e contraddizioni. In questa fase del lavoro, la forza creativa di Timi sta trattando una materia incandescente e come in ogni suo spettacolo, anche Skianto sarà per lui, per noi e per il pubblico, una sorpresa. Fino ad ora ci ha commosso, sconvolto e stupito. Filippo qui dimostra le sue doti di scrittore che già abbiamo conosciuto con i suoi libri e i suoi testi teatrali.

41) BAROKTHEGREAT
coreografie SONIA BRUNELLI musiche LEILA GHARIB, Francesco Fuzz Brasini (Danza classica)
Indigenous sprigiona un universo dalla temperatura primitiva e psichedelica. È un’esperienza immersiva che attraversa i campi semantici e gli immaginari  ritmici del rituale per intercettare la necessità biologica dell’impulso espressivo. Frutto dell’incontro scenico tra musicisti e danzatori, si atterra in uno  spazio dal perimetro sfrangiato attraversato da baleni cangianti e figure atletiche che si affiancano e scambiano di posto per sostenere a vicenda lo scorrere  del tempo. I corpi agiscono con passi regolari, sequenze ritornanti lievi e robuste, combinano geometrie liquide, abbracciano pantomime di combattimento e  impressionano nell’aria gesti simbolici. Il suono segna la rotta dell’atmosfera, conduce e spazializza le presenze rendendone visibile la densità. Battito, pulsazione e vibrazione saturano lo spazio con i rimbalzi del colpo battente e con gli echi di frequenze pure. Tutte le figure corporee e ritmiche di questa sfera della risonanza non fanno altro che perdurare nel loro intento con un certo grado di ostinazione  controllata. Costruiscono variazioni sulla ripetizione della differenza e si affacciano, egocentriche, all’occhio, all’orecchio e al corpo dello spettatore.

42) PAOLO VALERIO, ELENA GIUSTI in PICCOLI CRIMINI CONIUGALI
di ERIC-EMMANUEL SCHMITT regia di ALESSANDRO MAGGI (Dramma)
Dopo aver subito un brutto incidente domestico Lui torna a casa dall’ospedale completamente privo di memoria, ragiona ma non ricorda, non riconosce più neppure la moglie, che tenta di ricostruire la loro vita di coppia tassello dopo tassello cercando di oscurarne le ombre. Via via che si riportano alla luce informazioni dimenticate si manifestano delle crepe: sono molte le cose che cominciano a non tornare. Come mai Lei mente? E perché non vuole darsi fisicamente a Lui, che pure è fortemente attratto da lei? Per quale motivo Lui che afferma di essere completamente privo di memoria si ricorda di certi particolari del viaggio di nozze? Guarda il video

43) MARTA DALLA VIA in VENETI FAIR
“Il 23 ottobre 1997 go ciapà un treno e son partìa”
Era fatta, ora ero ufficialmente una nord-est-ranea.  Con questo sguardo ho provato a raccontare il mio rapporto d’amore-odio con il veneto e i suoi abitanti, ne è uscita una giostra di personaggi grotteschi che con lucida follia provano a rispondere ad esplosivi quesiti: il nord è così diverso dal sud?
Forse al nord non si evadono le tasse?  Forse al nord non ci sono “amici” o parenti pronti a dare una spintarella?  Forse al nord non si paga il pizzo? Non si lavora in nero? Non ci sono furti o delitti?
“Veneti Fair” è la storia di un divorzio e mentre la racconto mi scappa da ridere.
Miss Polenta, Il Morto di Biancosarti, La Pettegola Bigotta, Il Professore Emigrato ed altri faranno da lente di ingrandimento in modo da creare un ironico punto di vista sul tema dell’appartenenza”. Guarda il video

 44)  RBR DANCE COMPANY in GIULIETTA E ROMEO (Danza) l’esigenza di creare un nuovo ed originale progetto … l’idea di lavorare su un classico della letteratura, del teatro, della musica e della danza. Guarda il video

45) TEATRO DELLE ARIETTE – Teatro da mangiare?
di Paola Berselli e Stefano Pasquini Cena teatrale
“Attorno al grande tavolo dove ci ritroviamo, attori e spettatori, a condividere il tempo di un pranzo o di una cena, succede qualcosa che non siamo in grado di spiegare. Si compie un rito così profondamente umano da catapultarci nel cuore del nostro presente, nell’attimo assoluto del “qui e ora”, senza mediazione, nell’evidente e disarmante verità delle nostre vite”.

46) BEPPE SEVERGNINI in LA VITA E’ UN VIAGGIO
Con Marta Isabella Rizi e Elisabetta Spada
Due viaggiatori, un uomo maturo ed una giovane donna, si incontrano in un piccolo aeroporto, dove restano bloccati la notte. Non si conoscono. All’inizio si studiano, forse diffidano l’uno dell’altro.
Lui teme di essere paternalista;lei ingenua. Poi l’intimità muta i loro rapporti. Lui spiega, lei ascolta. E poi tutto diventa scambio: viaggi, ricordi, arrivi, partenze e bagagli.

 

47) LUIGI LO CASCIO, VINCENZO PIRROTTA, VALENTINA CENNI, GIOVANNI CALCAGNO in OTHELLO
di LUIGI LOCASCIO regia di LUIGI LOCASCIO tratto da Shakeseare (Dramma)
Un Otello scarnificato, ridotto a tre personaggi (il Moro, Jago, Desdemona) e rivisitato in chiave esistenziale. Per scavare dentro l’antica e modernissima ossessione di un possesso amoroso che diventa funesto. In cui quasi sempre è la donna a soccombere, il maschio a dannarsi. Un Otello che punta al cuore della pulsione senza ritorno, che scatena la rovina. Perché un amore che sembrava invincibile può avere epilogo nefasto? E soprattutto, era amore? E se lo era, perché un sentimento, quanto più è dominante, tanto più rischia di travolgere vite e destini? Un Otello denso di interrogativi quello riscritto e diretto da Luigi Lo Cascio, che risciacquando la narrazione nella schiuma del Mediterraneo, sceglie per il ruolo del titolo il magnetico Vincenzo Pirrotta, per Desdemona la sensibile Valentina Cenni, e riserva a sé quello di Jago, la mente tessitrice dell’inganno, viscido e insospettato carnefice, ma infine vittima della sua vittima.

50) MARIANO RIGILLO, ANNA TERESA ROSSINI e altri 16 interpreti in QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO
di LUIGI PIRANDELLO regia di FERDINANDO CERIANI (Dramma)
La mentalità tedesca di un regista si scontra con la necessità di una libera interpretazione degli attori, durante la messa in scena dello spettacolo “Leonora, addio!” dello stesso Pirandello. Quest’ultimi vincono lo “scontro” e danno inizio alla rappresentazione, che vede protagonista la gelosia di Rico Verri per la moglie Mommina, rea di averlo tradito più volte. Durante l’incontro con la sorella, Mommina canta l’aria “Leonora addio!” del “Trovatore” e al pensiero della perduta giovinezza cade morta. L’attrice che la impersona resta a terra tramortita, perché tutto è teatro. Agenzia: Associazione Culturale scuola di musica GERSHWIN Guarda il video

51) DE FRANCESCHI , DOLORES, FOLENA COMINI , MASCHI, ROSSETTO, SERENA, TONIN, TRINGALI,  in SIOR TITA PARON
di GINO ROCCA regia di LORENZO MARAGONI (Commedia dell’arte)
Gemma straordinaria della drammaturgia del secolo scorso e autentico caposaldo del teatro veneto. Il testo è un dramma abilmente nascosto tra le righe di una perfetta macchina comica, una commedia feroce, lucida e terribilmente divertente. Un’affiatata squadra di servitori si ritrova all’improvviso a contendersi l’inaspettata eredità del defunto paron, e il piccolo paradiso in cui ognuno a modo suo riusciva ad approfittare delle ricchezze della casa, entra subito in crisi. Il maggiordomo Tita, nominato inaspettatamente unico erede, diventa immediatamente centro dei sospetti e dell’ostilità degli altri servitori, e la lotta intorno all’improvvisa ricchezza è un gioco senza esclusione di colpi.

52) ARISTIDE GENOVESE in CALCIATTORE
di STEFANI, FERRIO regia di ARISTIDE GENOVESE (Monologo)
Nel finale di una partita di calcio si affolla nella mente di un tifoso sugli spalti ogni tipo di pensiero, di emozione, di conflitto e perplessità. Le vicende personali si intrecciano con ironia, sarcasmo ed un velo di disperata fatalità, alle vicende pallonare.

53) Massimo Carlotto in Crime Story
con Massimo Carlotto, Titino Carrara e Maurizio Camardi. Regia di Giorgio Gallione.
Massimo Carlotto, alla ricerca di una trama avvincente per un nuovo romanzo, decide di indagare su un omicidio dalle caratteristiche atipiche. Si scopre quanto non è stato mai detto sulle mafie, sulla corruzione, sull’infiltrazione delle criminalità organizzate nel “sistema Italia” del ricco Nord, sulla difficile e spesso impossibile attività dei magistrati inquirenti di fronte al muro impenetrabile dell’indifferenza. Un cast artistico d’eccezione per un avvincente noir. Una piece di teatro civile.

54) Giobbe Covatta in Maleducati
Di Edoardo Erba. Con Giobbe Covatta e due interpreti da definire.
Un bookmaker napoletano senza scrupoli si imbatte per caso in una giovane volontaria ambientalista. Due modi di vivere e pensare radicalmente opposti, due persone che non si sarebbero mai frequentate non avendo nulla in comune. Ma qualcuno scommetterà sulla capacità (e possibilità) del bookmaker di istruire e trasformare la ragazza rendendola atta a frequentare con perizia il suo ambiente. Giobbe Covatta torna ad affrontare il teatro di prosa, questa volta con una commedia di Erba ispirata al mito di Pigmalione.

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